Chi non conosce virtualbox. Ormai tra i geek come me si è affermato come standard-de-facto per quanto riguarda la virtualizzazione di sistemi operativi.
Utilissimo soprattutto quando vogliamo provare una nuova distro o una nuova versione della nostra distro preferita. Questo approccio è molto comodo perchè ci evita di dover mettere mano alle partizioni del nostro disco, con conseguenti rischi in caso di errori.
In questo post voglio spiegarvi come ho installato io virtualbox su debian wheezy per sfruttare tutte le funzionalità di cui ho bisogno (e di cui hanno bisogno il 98% dei geek come me che si divertono con le macchine virtuali).
Repository, i nostri amici più fidati.
Ok, sul sito ufficiale si trovano i .deb già pronti per essere installati e, ovviamente, aggiornati all’ultima versione, ma da quando sono con debian testing preferisco installare un software presente nei repository anche se magari è di qualche versione indietro rispetto a quella attuale. Voi siete liberi di fare quello che vi pare, ci mancherebbe.
I repository di debian wheezy ci mettono a disposizione tutto quello di cui abbiamo bisogno. Apriamo un terminale, logghiamoci come root tramite il comando ‘su’ e digitiamo:
apt-get install virtualbox virtualbox-dkms virtualbox-guest-additions virtualbox-qt
Ma cosa stiamo scaricando esattamente? Presto detto:
- virtualbox : dai davvero, devo spiegarvelo?
- virtualbox-dkms : grazie a questo pacchetto ogni volta che aggiorniamo il kernel della nostra macchina, virtualbox si ricompilerà per conto suo il modulo per il kernel.
- virtualbox-guest-additions : pacchetto utilissimo che ci permette di sfruttare appieno “l’hardware” della nostra macchina virtuale. Molto comodo perchè ci permette di utilizzare la risoluzione nativa della nostra scheda video e le porte usb.
Chiaramente dovremmo installare manualmente le guest additions all’interno del nostra macchina virtuale, ma con questo pacchetto abbiamo l’iso che le contiene già pronta sul nostro hard disk. - virtualbox-qt : questo pacchetto fornisce l’interfaccia grafica per virtualbox.
Ebbene si, virtualbox è possibile utilizzarlo anche senza, tramite un applicativo chiamato VBoxHeadless che trovate installato insieme a virtualbox.
Utile? Assolutamente si! Sui server in cui normalmente non è installato un ambiente grafico possiamo usare macchine virtuali.
Terminato il download e l’installazione di virtualbox, possiamo iniziare ad virtualizzare.
Le porte USB! Qualcuno pensi alle USB!
Un classico, le porte usb nelle macchine virtuali non vanno mai, ma la colpa è nostra, o per lo meno, del nostro utente.
Per poter dare accesso alle macchine virtuali alle porte usb fisiche del nostro computer dobbiamo aggiungere il nostro utente al gruppo di virtualbox.
Questa aggiunta deve (ovviamente) essere fatta sulla macchina fisica e non sulla macchina virtuale.
Ancora una volta apriamo un terminale, permessi di root con ‘su’ e digitiamo:
adduser nomeutente vboxusers
Ok, a questo punto funzioneranno anche le usb. Urrà!
Buona virtualizzazione!