Beh alla fine canonical… 3

E’ un pezzo che ormai canonical, con quello che è diventata ubuntu, si è tirata dietro molti utenti del pinguino, rea di esser venuta meno a quelli che sono i principi del free software.

Una delle cose maggiormente contestate è sicuramente il plugin interfaccia grafica unity che ha dato molto da discutere, ma il motivo non è solo questo.

Il motivo è che canonical è accusata di non “restituire” al mondo del mondo del free software, ad esempio unity la troviamo solo ed esclusivamente su ubuntu benchè il codice sia disponibile pubblicamente.

Allora perchè nessun’altra distribuzione effettua il porting? A mio avviso il motivo principale è che unity non è nient altro che un plugin per compiz e nel caso non lo sapeste compiz è un progetto morente che quasi tutte le distribuzioni stanno rimpiazzando con tecnologie nuove e migliori dal punto di vista delle performance.

Altre accuse che le vengono mosse è che contribuisca in minima parte (se non quasi nulla) ai software che compongono ubuntu pensando solamente a crearsi il proprio ambiente fatto di design, icone luccicanti, trasparenze e altre amenità.

Nel mondo del free software si è abituati a vedere sviluppatori che ogni volta che prendono del codice si impegnano poi a restituire qualcosa come modifiche, migliorie, bug reporting ecc.

Ubuntu tutto questo non lo fa. Ubuntu sta andando contro i principi del free software.

Non proprio.

Se ci pensiamo in fondo ubuntu non sta facendo niente di scorretto. Scrive codice, lo rende disponibile, permette a tutti di metterci mano e non impone restrizioni sul suo uso, non sta scritto da nessuna parte che il codice che tu scrivi deve funzionare su qualsiasi distribuzione.

Sul forum italiano di ubuntu ho trovato questo post in cui un moderatore ha riportato un estratto di quanto scritto in questa pagina, che ora vi riporto anche io

Bisogna anche avere la libertà di fare modifiche e usarle privatamente nel proprio lavoro o divertimento senza doverlo dire a nessuno. Se si pubblicano le proprie modifiche, non si deve essere tenuti a comunicarlo a qualcuno in particolare o in qualche modo particolare.

Queste due frasi sono state scritte dai signori della free software foundation in persona e come potete ben leggere loro stessi sostengono che la libertà sta anche nel fare i propri comodi. Ovviamente nel momento in cui si rilasciano le proprie modifiche queste deve comunque rispettare le 4 libertà fondamentali, ma questo non significa che ci siano altri obblighi, anzi, uno può prendere un software, fargli qualche modifica e tenersele per se.

Probabilmente queste due frasi potrebbero far vaccillare i più, ma se ci pensate la libertà sta anche in questo.

Di fatto canonical non sta assolutamente venendo meno ai principi che sono alla base del free software.

Prendiamo ad esempio il kernel. Una delle accuse più recenti è che nonostante il successo che ubuntu sta avendo tra i top contributor del kernel linux non risulta esserci canonical e addirittura uno dei maggiori contributori è microsoft.

Addirittura ubuntu fa le sue modifiche al kernel e poi lo rilascia senza restituire le modifiche in upstream. Possono farlo benissimo ed è assolutamente lecito. Il free software è anche questo.

Comincio seriamente a pensare che dare contro a ubuntu stia diventando sempre più una moda, un modo per cercare di dimostrare agli altri di essere superiori, di essere quelli che usano linux “before it was cool” e io temo di esserci finito in mezzo.

Se poi uno preferisce non usarlo per questioni tecniche, perchè preferisce un’altra distribuzione, perchè sulla propria macchina non gira bene o per qualsiasi altra motivazione argomentabile, allora ok. Essendo nel mondo del free software siete libero di cambiare :)

3 thoughts on “Beh alla fine canonical…

  1. Reply Colo Apr 14, 2012 09:54

    Quest’articolo suona quasi come un’ammissione di colpa e con relativi riferimenti ai quasi fan boy anti-Ubuntu :P

    • Reply lucaferrari Apr 14, 2012 11:31

      Ma dai non era questo il senso del post :P era solo una riflessione tra me e me in cui consideravo il fatto che ultimamente quella di criticare ubuntu sia diventata una moda e quindi mi ci sono messo in mezzo anche io!

  2. Pingback: Ritorno (con sorpresa) ad ubuntu | Luca Ferrari

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